STORIE: ESEMPI DI GIOCO

"Questa non è una storia.

Lo diventerà tra poco."

Ogni storia ha un inizio.
Il finale non è ancora stato scritto.
Voi cosa fate?

Author

christian
christian

READ

4 minuti
4 minuti

Category

storie: esempi di gioco
storie: esempi di gioco
Deer
Deer

L'estate del campetto vuoto

L'oratorio di San Michele sembrava una piccola città dentro la città. Ogni mattina, poco prima delle nove, il grande cancello verde si apriva e il cortile si riempiva lentamente di biciclette appoggiate al muro, zaini lanciati sulle panchine, palloni che iniziavano a rotolare ovunque e bambini che correvano senza una meta precisa. Dal bar arrivava il profumo delle brioche appena scaldate, gli animatori distribuivano le magliette colorate del centro estivo e Don Paolo, con il suo immancabile cappellino blu, salutava tutti per nome.

Per molti quello era il posto più bello dell'estate.

Per altri era semplicemente il posto dove andare mentre mamma e papà lavoravano.

Emma, ad esempio, avrebbe preferito di gran lunga restare nella sua cameretta a disegnare. Ogni volta che finiva un episodio di One Piece riempiva interi quaderni immaginando nuovi personaggi e nuove isole. All'oratorio partecipava ai giochi il minimo indispensabile, per poi rifugiarsi all'ombra con un manga o un blocco da disegno.

Riccardo, invece, arrivava sempre con qualche minuto di anticipo. Salutava tutti con educazione, aiutava gli animatori a sistemare i tavoli e, se qualcuno aveva dimenticato i compiti delle vacanze, finiva quasi sempre per dare una mano. Era uno di quei ragazzi che sembravano sapere sempre la risposta giusta, anche se avrebbero preferito essere ricordati per qualcos'altro.

Samir aveva una passione diversa. Ogni oggetto rotto rappresentava una sfida. Radioline, telecomandi, torce, vecchi joystick: tutto ciò che smetteva di funzionare finiva inevitabilmente tra le sue mani. Non sempre riusciva a ripararlo, ma riusciva quasi sempre a capire come fosse stato costruito.

Viola, invece, vedeva disegni ovunque. Nei muri consumati del quartiere immaginava murales giganteschi, nei vecchi cartelli stradali trovava ispirazione per nuovi schizzi e, quando nessuno la vedeva, riempiva il suo quaderno di scritte colorate e personaggi inventati.

Infine c'era Diego, che conosceva ogni angolo del quartiere come se fosse casa sua. Sapeva quali cancelli rimanevano aperti, dove si trovava il gelataio più buono, quale fontanella aveva l'acqua più fresca e quali anziani erano sempre pronti a raccontare una storia.

Si conoscevano tutti da anni.

Avevano frequentato lo stesso catechismo, giocato le stesse partite sul campetto e litigato almeno una volta per un rigore mai assegnato.

Non erano inseparabili.

Ma ogni estate, quasi senza accorgersene, tornavano a ritrovarsi.

Quella mattina il caldo era già soffocante quando Don Paolo annunciò che il torneo di calcio previsto per il pomeriggio era stato annullato.

«Il campetto resterà chiuso per qualche giorno.»

Un coro di proteste attraversò il cortile.

«Perché?»

Don Paolo sorrise appena.

«Perché qualcuno continua a entrarci di notte.»

Le voci iniziarono subito a rincorrersi.

C'era chi diceva che fossero ragazzi più grandi.

Chi parlava di vandali.

Chi sosteneva di aver visto delle luci accendersi dopo mezzanotte.

Qualcuno raccontava addirittura di aver sentito un pallone rimbalzare quando il cancello era già chiuso.

Don Paolo, però, non aggiunse altro.

«Lasciate lavorare i volontari. Tra qualche giorno sistemeremo tutto.»

Sembrava finita lì.

E invece no.

Durante la pausa pranzo Diego notò qualcosa che gli altri non avevano visto.

Sulla rete metallica del campetto era comparso un piccolo nastro rosso, legato con un nodo perfetto.

«Ieri non c'era.»

Emma si avvicinò.

«Ne sei sicuro?»

«Sicurissimo.»

Riccardo osservò meglio.

«Non sembra messo lì a caso.»

Samir passò un dito sul filo metallico.

«È nuovo.»

Viola estrasse il telefono e scattò una fotografia.

Quel pomeriggio il campetto rimase chiuso.

Ma, tornando verso casa, tutti e cinque rallentarono quasi nello stesso punto.

Il nastro rosso era ancora lì.

La mattina seguente ce n'era un altro.

Questa volta blu.

Il giorno dopo ancora, uno giallo.

Sempre nello stesso punto.

Sempre annodato con la stessa precisione.

Nessuno sembrava accorgersene.

Gli animatori continuavano le attività.

I bambini giocavano.

Don Paolo diceva soltanto che presto il campetto avrebbe riaperto.

Una settimana dopo, mentre aiutavano a sistemare alcune sedie nella sala teatro, Diego trovò per caso una vecchia fotografia incorniciata.

Ritraeva cinque ragazzi della loro età.

Sorridevano davanti allo stesso campetto.

Sul retro qualcuno aveva scritto, con una penna ormai sbiadita:

"Estate 1998. La squadra dei Custodi."

Nient'altro.

Nessun cognome.

Nessuna spiegazione.

Solo quella frase.

Diego mostrò la fotografia agli altri.

«Secondo voi... chi erano?»

Emma rimase qualche secondo in silenzio.

«E perché Custodi?»

Riccardo osservò il campetto dalla finestra.

I tre nastri colorati erano ancora legati alla rete.

Samir sorrise.

«Secondo me qualcuno ci sta lasciando dei messaggi.»

Viola prese il suo quaderno.

Disegnò velocemente il campetto.

Poi aggiunse i tre nastri.

Rosso.

Blu.

Giallo.

Quella sera, poco dopo cena, il telefono vibrò quasi contemporaneamente nelle tasche di tutti.

Diego aveva creato un nuovo gruppo WhatsApp.

Il nome era semplice.

I Custodi.

Per qualche minuto nessuno scrisse.

Poi comparve il primo messaggio.

"Secondo voi... se domani arrivasse un altro nastro, lo lasciamo lì oppure proviamo a capire chi lo sta mettendo?"

Sul gruppo comparvero i tre puntini.

Qualcuno aveva iniziato a scrivere.

Qualcun altro stava già pensando alla mattina successiva.

L'estate, senza che nessuno se ne fosse accorto, aveva appena cambiato direzione.

Voi cosa fate?

E TU COSA NE PENSI?


Il tuo feedback conta.

Sto costruendo questo progetto un passo alla volta.

Se hai un'idea, una critica o un suggerimento, scrivimi.

Sarò felice di leggerlo e di confrontarmi con te.

  • More Blogs More Blogs

contattami

Se credi nel valore di questo progetto, aiutalo a trovare altre persone con cui crescere. Seguimi sui social per rimanere aggiornato sull'evoluzione di Vite e, se ti va, condividi questo percorso con chi potrebbe esserne interessato.
Le idee migliori nascono quando iniziano a viaggiare.

contattami

Se credi nel valore di questo progetto, aiutalo a trovare altre persone con cui crescere. Seguimi sui social per rimanere aggiornato sull'evoluzione di Vite e, se ti va, condividi questo percorso con chi potrebbe esserne interessato.
Le idee migliori nascono quando iniziano a viaggiare.

contattami

Se credi nel valore di questo progetto, aiutalo a trovare altre persone con cui crescere. Seguimi sui social per rimanere aggiornato sull'evoluzione di Vite e, se ti va, condividi questo percorso con chi potrebbe esserne interessato. Le idee migliori nascono quando iniziano a viaggiare..

contattami

Se credi nel valore di questo progetto, aiutalo a trovare altre persone con cui crescere. Seguimi sui social per rimanere aggiornato sull'evoluzione di Vite e, se ti va, condividi questo percorso con chi potrebbe esserne interessato.
Le idee migliori nascono quando iniziano a viaggiare..